Calice e Patena


Nel gennaio 2012, don Mattia Magoni chiese a Guido Dettoni di realizzare un Calice e una Patena di legno per la celebrazione della prima Messa il giorno della sua ordinazione sacerdotale.

Dopo aver conosciuto don Mattia, Dettoni accettò con convinzione l'incarico.

Modellò il Calice e la Patena con la cera. Le mani sospese si appoggiavano sulla materia stessa e, con gli occhi chiusi egli rimandava il vedere a dopo aver trovato la forma.

Il calice nasceva dalla cera contenuta dalle mani che lasciavano in essa i solchi delle dita: le mani del sacerdote sarebbero diventate così il Calice. La forma della Patena nasceva invece dall'impastare il pane e in essa si potevano sentire le impronte dei pollici, degli indici e, insinuata nel centro, quella della Croce di Betlemme che -a occhi aperti e come scelta- Dettoni aveva incastonato nella base del calice, quasi per sostenerlo.

I solchi delle dita delle mani sul calice di cera erano asimmetrici e la concavità irregolare.

Dettoni fece allora ricorso alla scansione in 3D dell'originale per ridisegnarlo sullo schermo del computer e ottenere così simmetria -non umana e mai presente in natura- e la geometria del cerchio e della concavità della coppa che sarebbe stata poi rivestita d’argento.

La maglia del disegno virtuale generò i punti per il controllo numerico della fresatura del legno di Sapely.

La scansione in 3D della patena permise di ottenere un cerchio esatto e trasformare la cera in legno conservando l'organicità delle impronte.

Il 26 di maggio 2012, don Mattia celebrò la sua prima messa presso la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo a Trescore Balneario, Bergamo.

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